19 settembre 2015

Favignana05: L'isola che per fortuna c'è.

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Green Day - Wake Me Up When September Ends

L'ultima settimana di estate porta un assaggio di quello che sarà un autunno che ci aspetta.
L'estate appena passata però, porta ricordi che inevitabilmente rimangono e accompagnano, almeno fino alla prossima estate e oltre (diciamo pure sicuramente oltre).
La Pasticceria Siciliana merita un discorso a parte, che in pochi sono in grado di affrontare senza sporcarne il concetto (ecco, forse la Pasticceria Siciliana è un 'concetto', non ha a che vedere con qualsiasi cosa riguardi il mondo materiale...).
Il ricordo in questione però, riguarda quello che ci vuole per accompagnare degnamente i capolavori di questi artisti del dolce: indovinate un po'? Il vino.
In realtà non si parla tanto del vino in se, ma di luoghi e persone.
Il ricordo dell'estate favignanese è legato indissolubilmente al ritrovo notturno (per noi le 21.30 è notte fonda) della perdizione alcolica, al covo degli alcolisti/intenditori/appassionati del bicchiere (mezzo) pieno, o presunti tali, al salotto della chiacchiera in stato di ebbrezza.


Viino - Via Roma, Favignana
Eccolo qui. Si chiama Viino (la doppia i è ovviamente voluta, a ribadire quanto ci piace, a chiamarlo più forte, non sia mai l'oste non ci senta) ed è qui che, se siete a Favignana, o se programmate di andarci, e non avete particolari intolleranze all'alcol che nel caso vi metterebbero a repentaglio l'esistenza (ma io rischierei comunque), non potete evitare di imbattervi (volontariamente). Il buon Vito, stimato collega AIS, vi immergerà (non tanto in senso figurato, le dosi sono tarate per panze esigenti) nel mare sensoriale dei vini passiti e liquorosi proposti in assaggio all'ora giusta (che poi, ne esiste una sbagliata?).

Il "semplice" assaggio ve gusta, ma non ve basta? Ecco, provate a chiedere un calice di marsala in mescita: vi conviene posare bagagli, borse, asciugamani e secchielli, mettervi pure seduti (dove capita), e lasciare che gli eventi abbiano il loro corso naturale.
In questo caso, il corso naturale degli eventi vorrebbe che si fatichi a tornare a casa con le proprie gambe. Tuttavia esistono anche persone normali che decidono che uno basta, e regoliamoci, che tanto magari si torna a bere domani, perché anche l'altro passito non era male, poi c'era quello zibibbo che devo riassaggiarlo perché non me lo ricordo bene e non ho preso i miei appunti di degustazione (ecco questa era grossa...), o anche solo per un'altra festicciola all'aperto mentre si guardano i passanti che non sanno cosa si perdono.
Si tornerà a bere domani...
Ecco, magari non proprio domani per noi che è settembre, ma insomma, gira gira...
Come disse un altro ospite, di un altra isola, dobbiamo tornare indietro. 


A presto! No stavolta davvero... 



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2 dicembre 2014

Cantine Aperte a Natale.

Cantine Aperte a Natale nel Lazio.
La magia del Natale si trasferisce in cantina.

Sabato 6 Dicembre e Domenica 7 Dicembre, gli ultimi eventi dell'anno a cura del Movimento Turismo del Vino. Le giornate richiamano il popolo degli enoturisti a vivere la magica atmosfera del Natale per brindare con i vignaioli fra degustazioni e ricette della tradizione.

E noi, non so presso quale cantina, ma ci saremo anche questa volta. 

L'elenco delle cantine aperte su www.movimentoturismo.it

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Non è un paese per vini rossi.

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Sonata Arctica - Ain't your fairytale

E insomma questa breve ma intensa gita fuori porta di cui si parlava qui (che poi in realtà noi fuori porta già ci siamo, quindi giochiamo in casa... ma in un'altra porta) ci ha regalato una gran bella sorpresa (anzi, direi che ce la siamo guadagnata visto che ci siamo girati quattro-cinque comuni e due provincie prima di arrivare, scoprendo che il nome della via in cui è ubicata la cantina di cui sotto è il più usato in tutto il basso Lazio, quindi ce ne sono una manciata nel raggio di qualche km quadrato. Ovviamente l'indirizzo giusto era l'ultimo...).
Quindi eccoci arrivati, con qualche ora di ritardo sull'appuntamento, alla Luna del Casale (marchio registrato).


Nicoleta ci accoglie, iniziando raccontare la storia della loro azienda, 12 ettari di viti e ulivi) che rinascono dalle ceneri di un vecchio vigneto abbandonato.
Dopo il reimpianto di varietà internazionali e locali (tra cui Merlot e Chardonnay ma anche Malvasia, Bellone ed altre) riescono ad ottenere la certificazione  biologica (anche per il vino, non solo per le uve) e soprattutto a creare, in regime biologico, una serie di etichette che sorprende (almeno per quando mi riguarda) dal punto di vista qualitativo sicuramente, ma sopratutto sull'aspetto del numero: si arriva a circa una decina di bottiglie diverse, tra bianchi, rossi, spumanti e un rosato.


Ora, diciamo che può capitare che un produttore abbia tra le varie proposte il suo tallone d'Achille, come anche è sempre presente il cavallo di battaglia. Spesso i talloni di Achille possono essere anche più di uno, rischio che ovviamente aumenta proporzionalmente alla varietà di offerta creata sia in cantina che in campo. Anche i grandi vinaroli possono dare alla luce bottiglie che, si insomma, non è male ma preferisco l'altro... Questo invece non è successo nell'accogliente rustico in cui siamo stati ospitati per la degustazione dei prodotti di Nicoleta e suo marito (fanno anche olio e paté vari di olive che vabbè, meriterebbero un discorso a parte...). Qui sembrano esserci solo cavalli di battaglia.
Non riuscirei (quindi non lo farò) a parlare delle singole bottiglie in maniera dettagliata ed esaustiva, come un bravo sommelier, ma il denominatore comune è facilmente individuabile: bisogna provare. Tutto. (Sempre).
Ed è quello che abbiamo fatto.
- Cosa volete assaggiare? Qualcosa in particolare?
- Ma guarda, io direi, facciamo un poco di tutto dai, ora che siamo qui...
Mai decisione fu più felice.
Si parte da due spumanti, metodo Charmat entrambi. Amore a prima vista. Chardonnay in purezza per il bianco (metà del quale fermenta in tonneaux da 500 litri e metà in acciaio), Sangiovese e Montepulciano per il rosato (a denominazione Lazio IGT). Struttura corpo e profumi quasi da metodo classico, la prima frase pronunciata dalla illustre food blogger Federica è stata "questo lo compriamo!".  Può bastare così.
Tra un paté e l'altro si passa ai bianchi, che tra nomi fantasiosi e suggestivi che rimangono in tema con il marchio registrato, confermano e ribadiscono quanto accennato dalle bollicine in apertura. Dai vitigni autoctoni all'etichetta di punta, che prende il nome (Sara) da una dei figli di Nicoleta, si attraversano momenti, luoghi e immagini che regalano sorrisi ad ogni sorso. Lo Chardonnay in purezza del nome, secondo questo inesperto sommelier non è ancora pronto del tutto. Il legno si sente, tanto, ma piace (tonneaux da 500 litri). E soprattutto lascia immaginare, presagire, facilmente intuire se volete, o anche scommettere, che con un po' di tempo a riposo in boccia possa regalare ai più pazienti qualche momento di genuina felicità.
Noi ne abbiamo una sola, di boccia, e dubito che riesca ad arrivare lontano...

Tra una ricottina, che quasi ruba la scena alla parte alcolica della giornata e una tartina di porchetta, Nicoleta ci racconta qualche aneddoto della loro storia di vinaroli emergenti. Dice che gli consigliò di dedicarsi ai bianchi, che il Lazio non è una terra da vini rossi. Ci rido su, mentre ci versa due dita di un Cabernet Sauvignon in purezza (Meridies) che dovrà faticare per rimpiazzare le altre due dita di Merlot 100% (Plenilunio) che ancora fanno festa tra le papille gustative dei due gitanti. Invece non fatica. E non rimpiazza, ma arricchisce. Di ricordi. Due vini (rossi, già, che nel Lazio non vengono bene...) semplici e forti, immediati ma quasi complessi. Dei giovani pieni di esperienza.
Continuando a spizzicare tra le specialità della casa sistemate sul tavolo per due, si arriva ad assaggiare quanto di meglio questa giovane cantina abbia da offrire in materia di rossi. Alessandro, uvaggio insolito (Merlot, Montepulciano e Cabernet Sauvignon, quasi un taglio bordolese de noantri), un anno di barrique, per un risultato che continua a far sorridere ripensando al Lazio, che non ha un territorio (e magari neanche un clima) adatto ai vini rossi...
L'ultima etichetta non è neanche menzionata nella carta dei vini, neanche sul sito. Si chiama Sebastian, Nicoleta lo presenta quasi come una scommessa. Prima dell'affinamento, lo costringono a passare sei mesi (6) a contatto con le proprie bucce e vinaccioli. Un calice di inchiostro indelebile che non se ne va, né dal palato né dalla memoria.



Noi ne abbiamo una sola copia, e molto probabilmente non rimarrà intatta il tempo che meriterebbe per essere vista e vissuta nella sua pienezza.

A questo punto non resta che andare via, ma solo dopo gli acquisti d'obbligo. Cinque bottiglie che valgono più di quanto costano, Il minimo indispensabile per portarci a casa un piccolo ricordo della piacevole giornata...
Torneremo.






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4 novembre 2014

Vino al supermercato - 04.

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Red hot chili peppers - the zephyr song

Dopo una bella bevuta di birra, si torna al vino (ma credo non per molto, ora vediamo quello che passa il convento...).

Stamattina fa freddo. Cioè non è che faccia proprio freddo, niente di che, ma calcolando che l'altro giorno era quasi estate e in Sicilia si facevano il bagno, stamattina fa freddo.

Parlando di Sicilia (guarda un po' che collegamento da anchorman navigato...) il piccolo e umile consiglio di oggi ci porta ad Alcamo, in provincia di Trapani.

Questo vino (bianco) niente male rientra infatti nella denominazione Alcamo DOC, di cui potete trovare notizie qui.
In questa bottiglia trasparente, che lascia passare tutta la vivacità del giallo paglierino all'interno, troverete un po' di tutto, un sorso di sole, un calice di mare (ma anche un po di entroterra), una boccata di aria estiva, calda, cicale intorno e frutteti che mandano i loro profumi a ravvivare il paesaggio. Nel finale quel pizzico di sale (per non fare torto al sapore di mare di prima), testimonia la volontà di questo bianco a non volersi fare dimenticare.
www.conad.it


Da abbinare un po' a qualsiasi primo di pasta (magari di pesce, va bene anche con un sugo un po più elaborato delle "semplici" vongole veraci) che abbia abbastanza sostanza (ma non troppa...) da tenere a bada questo biondo (!) scugnizzo del sud.

Al modico prezzo di poco più di 4 euro vi assicurate un piccolo assaggio di Sicilia.







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28 ottobre 2014

Cantine Aperte a San Martino.



Cantine Aperte a San Martino nel Lazio. 
I vini da invecchiamento si sposano ai prodotti tipici locali.

Domenica 16 Novembre, dalle ore 10.30 alle ore 18.30. il Movimento Turismo del Vino Lazio organizza e festeggia l'iniziativa Cantine Aperte a San Martino. Esperienze uniche che si svilupperanno lungo i percorsi sensoriali alla scoperta della parte più confortevole e intima delle cantine stesse, in uno dei periodi di maggior fermento. 

L'elenco delle Cantine Aperte su www.movimentoturismo.it




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4 ottobre 2014

Ancora birra! (Welcome back).

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Green Day - Stuck with me

Scusate il ritardo, è passato un po' dall'ultima volta ma ho avuto da fare (si vabbè dicono tutti così...)
Calcolate che il post l'ho iniziato prima dell'estate (nel frattempo ho riflettuto su come si dice "post" in italiano credibile, ma senza successo).
E quindi niente, in estate si beveva birra (e pure adesso non è che ce fischio...), quindi eccovela qui:

Niente supermercato stavolta, ma una rinfrescante birrozza all'aperto, zona Testaccio per i capitolini...
La protagonista era un'altra bionda nazionale (arriveranno anche le estere) proveniente da una fabbrica con una storia molto interessante, che potete leggere qui. Il consiglio di oggi è prodotto dalla Fabbrica di Pedavena, più di un secolo di storia tutta italiana. Nel particolare si tratta della chiara Superior, uno dei quattro prodotti del birrificio veneto (Pedavena è in provincia di Belluno).
Colore giallo oro chiaro, vera bionda, di quelle che si fanno rispettare ma mantengono il carattere frivolo e allegro che le denota. Corposa troppo ma non troppo, fresca e graffiante quanto basta, si lascia bere in quantità più o meno industriali se siete propensi alla bevanda in questione (io e il mio compare di bevute ci siamo fermati a una, ma a malincuore...).



Quindi ricapitolando, se la trovate, non indugiate!

Qui nel frattempo è arrivato l'autunno... vino? Vedremo...





Bye bye!!




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31 maggio 2014

Birra! (Al supermercato).

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Ligabue - Con la scusa del rock&roll

No, la birra non si fa con l'uva. Ma non posso aprire un'altra rubrica e chiamarla luppolo da bere o malto da bere, quindi facciamo di tutta l'erba un fascio, che tanto non dispiace a nessuno! Poi è estate, fa caldo...


L'appendice della sottorubrica 'vino al supermercato' inizia oggi, perché non è che uno campa solo di vino!

Il modo migliore di iniziare è partire da casa nostra, e il primo consiglio birraiolo per riempire il carrello di roba buona è questo qui: Peroni Gran Riserva Puro Malto.



La bottiglia già si presenta bene. Formato da 50 cl, a fiasco, (non si vede spesso, soprattutto per birre di questo tipo), etichetta oro/blu. Si tratta di una chiara (lager) leggera, ma i suoi 5,2° di alcol nascondono una bevanda piena di corpo e sostanza.
Schiuma densa, colore non chiarissimo, ma un bel giallo dorato intenso, con riflessi oro antico. E' fatta per bere facilmente, senza troppo impegno, ma regala un gusto veramente importante. La dolcezza dei malti di orzo (esclusivamente di provenienza italiana) si fa sentire subito e piace, accompagnata da una generale rotondità di corpo che la mette in condizioni di poter accompagnare anche qualcosa di diverso e più impegnativo della solita margherita. Piacevole sapore di tostatura e appunti di frutta secca impegnano il palato fino al finale, in cui si scopre una vena amarognola che non guasta, ma solo arricchisce il bagaglio gustativo di questa bionda nazionale.
Buona birra e buon inizio estate!

P.S.: Il prezzo? Riempite il carrello e sorprendetevi alla cassa...

http://www.caffebabilonia.com/search/label/uva%20da%20bere

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15 maggio 2014

Vino al supermercato - 03.

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Adriano Celentano - Susanna
  
Si avvicina la bella stagione, temperature in aumento vertiginoso, il vino rosso inizia ad essere troppo impegnativo o risultare meno piacevole che in una fredda e uggiosa serata invernale. Tempo di bianchi!

Il terzo appuntamento con la "sottorubrica", dedicata a chi mette il vino nella busta della spesa insieme ai biscotti e alla carta igienica, ci porta a conoscere un altro marchio di proprietà della gdo.
Si tratta della friulana Borgo dai Morârs. L'etichetta è imbottigliata dal gruppo vinicolo Fantinel.



La bottiglia in questione è il Sauvignon 2012, DOC "Friuli Grave", denominazione che ricade tra le province di Pordenone e Udine.
Vino bianco di facile abbinamento. Sapore vellutati di frutta dolce ma molto delicata e fiori bianchi (sull'etichetta c'è scritto melone, si ci può stare!). Con 4€ e qualcosa avrete la possibilità di provare la bottiglia che ha accompagnato nientepopodimeno che questo piatto!

A presto con altri 2 bianchi di questa azienda!


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27 aprile 2014

Vino al supermercato - 02.

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Stairway to heaven - Led Zeppelin


Il secondo di quelli che qualcuno chiama "budget wine" viene dalla Campania.


Falanghina del Sannio 2012. Dall'etichetta Nziria dei Principi, di proprietà di un noto marchio della grande distribuzione, questo bianco proveniente dalla Campania risulta molto più morbido e caldo di quanto ci si aspetterebbe dai vini di questa DOC. Mantiene comunque parte della sua freschezza tipica, che si mescola piacevolmente ai profumi di pesca e fiori bianchi che si avvertono non appena viene versato nel calice. L'intensità e la decisione di profumi e sapori ne permettono l'abbinamento anche con piatti abbastanza strutturati.
Prezzo intorno ai 5€, noi lo abbiamo abbinato con delle ottime mezze maniche alla gricia!



www.vivino.com

Alla prossima bottiglia!




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14 aprile 2014

...segue Barolo (italian lesson #2).

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The Rolling Stones - It's only rock 'n' roll


Seconda parte (ecco la prima) della passerella dedicata al nobile vino piemontese.
Here comes the second part (the first here).
La lista - sempre molto personale - continua.
Go!

Si continua con una cantina sociale.
Tre Secoli dimostra come sia possibile mantenere alti standard qualitativi gestendo superfici più estese e un numero di produttori considerevole.
I 450 soci coltivano circa 1300 ettari di vigneti, offrendo una gamma più che ampia di bottiglie che vanno dai vini spumanti ai passiti.
Sangallo Sauvignon Blanc 2011: bianco bello caldo e profumato di caldo (pesca, qualche sentore tropicale spezie dolci -vaniglia-) e piacevole morbidezza da far invidia a un rosso. Si trova a meno di 5€. Correte...
Meet this less-than-5€ bottle, dive into its smoothness and let it warmly hug you, while surrounded by a sweet peach&tropical flavour. This simply cannot be a cheap wine.
Albarossa: l'omonimo vitigno da cui nasce questo rosso è stato creato nel 1938 dall'incrocio di Nebbiolo e Barbaresco [per la scienza: chatus (Nebbiolo di Dronero) x Barbera]. Surprisingly (to me) this grape variety was created back in 1938 by crossing Nebbiolo and Barbera.
Sorpresona, sia a livello agronomico che gustativo. Riempie la bocca e ci rimane a lungo, intrattenendo con dolcezza succosa ma non banale, speziatura accattivante e poi dei tannini che accompagnano il piacevole abbeveramento con sapiente gentilezza verso il secondo sorso. E poi il terzo ecc...
Full bodied, entertaining juicy wine. Tannins are lovely, let the glass talk you into another sip. Then another one...



www.tresecoli.com




Il Barbaresco Riserva Bricco di Neive 1998 prodotto ed imbottigliato dall'azienda Dante Rivetti è affascinante. L'invecchiamento (in botti grandi di rovere) ha dato (e continuerà a dare) i suoi frutti. Frutti, soprattutto neri (more, frutti di bosco) che si sentono già tutti appena il vino è nel bicchiere. Anche viole e fiori secchi contribuiscono alla complessità che però fa da contorno ad un vestito fresco che ancora sa di gioventù...
Fascinating. Ripe blackberries and other small fruits spring out of the glass as the wine is poured. together with some dry flowers too. Just as rich and elegant as its vintage would suggest, yet unsuspectedly fresh.


www.danterivetti.com



Ca' Brusà si trova a Monforte d'Alba, è anche un agriturismo, e propone due etichette:
Barolo Vigna D'Vai 2007: menta glaciale (Mentha Rotundifolia se volete). Nella ricchezza sensoriale di questo vino, la fetta più singolare è donata sicuramente dal ricordo di questa pianta aromatica. Più che un ricordo è una vera e propria presenza ferma ed evidente che rende questo vino quasi esotico.
You attention will be right away captured by that apple mint flavour you might not expect in a Barolo. Everything else in here is just fine too anyway...
Barolo Vigna D'Vai 2004: l'affinamento inizia a dare risultati. Profumi e sapori leggermente affievoliti, ma per chi sa ascoltare sono lì. Quello che però piace di più è una morbidezza rara, che diventa sofficità. La sensazione (direi più illusione) tattile è quasi di panna liquida. Da provare da solo.
Good aging has payed off. But once again, amongst the undeniable good qualities this bottle has to offer, what one is immediately struck by is one thing: the cream-like smoothness that soothes your tongue and palate. Try it alone. But if you're american you probably will anyway...


www.cabrusa.com



La famiglia Mascarello è quasi un'istituzione nei territori del Barolo.
E la loro fama non è immeritata.
Dopo un Dolcetto d'Alba "Bricco" 2012 che, pur essendo un vino secco, è effettivamente di una "dolcezza" gustosa che intenerisce, e un Barbera d'Alba Codana 2009, molto fruttoso e suadente pure lui, forte di una liscia setosità che difficilmente incontrerà pareri sfavorevoli, si arriva al piatto forte. These two sweeties are truly delicious. Silky tannins wrapped in a beautiful red cherry dress.
Barolo Monprivato 2009 porta con se il mare. Milioni di anni fa il Piemonte era un oceano, e questo grande vino sembra ricordarsene. Profumo di crostacei e mineralità marina salgono dal calice e si ritrovano in bocca, ad accompagnare il resto del nobile fardello sensoriale caricato sulle spalle di questo robusto giovanotto. Unusual seafood and marine minerality hints found in this noble red are more than a clue. The wine seems to remember that millions of years ago most of Piedmont was under the ocean.


www.mascarello1881.com



L'azienda Massolino, 22 ettari che giacciono tutti tra le colline di Serralunga d'Alba. I suoi 4 Barolo cru (vini da uve che provengono da una singola vigna) meritano tutti una menzione.
Dal Parafada 2009, il più morbido e docile, gentilezza di frutti rossi, al
più speziato Margheria 2009 con tannini più in evidenza, al Parussi 2009, il più tannico e maschio, forte di eleganti spezie che sa amalgamarsi al suo carattere possente. These 3 Barolo cru are something to try. Each one has its own features. From the first and smoothest, fruity one, tannins texture grows and increases its presence, along with sweet spices and elegant flowers.
Vigna Rionda riserva 2007 è molto complesso. I tannini, setosi come non mai ma molto presenti, fanno da contorno, sostegno ed arredo ad una struttura davvero imponente. In commercio dopo 6 anni (i primi 3-5 in botti di rovere, poi bottiglia). The richest and most powerful of the family. Amazing silky tannins, huge complexity, imponent structure. Goes on the market after 6 years. 

www.massolino.it




Fine del piccolo viaggio nelle Langhe, ma sempre pronti ripartire al più presto possibile!
End of the line, but keep ready for the next wine trip!




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3 aprile 2014

Vino al supermercato.

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Angra - Carry On


Il vino buono non sta solo in enoteca.
Non serve spendere 30€ per avere una bottiglia all'altezza di una buona tavola. E soprattutto, piuttosto che prendere un bottiglione di "vino rosso" a 2€ (senza citare marche più o meno famose) e mettere a tavola una ciofeca di bibita improbabile, che chissà come e con cosa è fatta, perché non spendere poco di più e ritrovarsi felici e contenti di dove sono andati i vostri soldi?
Spesso il reparto "cantina" dei magazzini della grande distribuzione alimentare nasconde molte sorprese (insieme ad altrettante fregature). Da qui una scelta di bottiglie tra i 4 e 10 euro che non lasceranno delusi neanche gli acquirenti più titubanti.
Quelli che passano mezz'ora davanti allo scaffale senza sapere cosa scegliere (e soprattutto perché proprio una bottiglia piuttosto che un'altra) potrebbero trovare addirittura utile questa nuova appendice di Uva da Bere.
Se poi avete voi qualche consiglio, fatevi avanti!

Prima etichetta della lista:

Montepulciano d'Abruzzo "Roccaventosa". Dalla Cantina Tollo (Chieti), 3000 ettari divisi tra vitigni nazionali e internazionali. L'importante superficie dei vigneti (gestiti comunque da diversi produttori) sembra non intaccare più di tanto la qualità del prodotto finale.
Il rosso in questione (vendemmia 2012) è bello fresco, anche troppo se bevuto subito. Meglio aprirlo, versarlo e aspettare qualche minuto, così si ammorbidisce e scopre la frutta rossa matura di cui è carico.
5€ e spicci...



Un secondo di carne poco impegnativo andrà benissimo (bracioletta ben cotta o, visto il periodo, abbacchio alla scottadito come ha suggerito qualcuno).
Noi l'abbiamo messo vicino a un'amatriciana...



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27 marzo 2014

Barolo (italian lesson #1).

The king of wines. Need I say more?

Lo chiamano "il re dei vini, il vino dei re". Questo signore dal sangue blu non ha bisogno di presentazioni, né dalle nostre parti né tanto meno all'estero, quindi non farò il wikipedia della situazione (magari un altro giorno...) e si passa subito all'azione. The name needs no introduction, let's get straight to the point.

L'evento è identico a Sangiovese purosangue, solo che questa volta si tratta (quasi solo) di Nebbiolo (così si chiama l'uva per fare il Barolo...).

Anche stavolta tanti bravi vinaroli, tante bottiglie e scelte difficili (in questo senso si fa presto ad imparare che assaggiare sputando ha il suo perché...). A wine tasting event. Hard choises, many labels, producers and wine lovers (some of them were drunk...)

Here's my list:

Barolo Cerretta 2008 proposto da Ettore Germano è di carattere, pieno di personalità ma soprattutto, riesce a nascondere il suo cuore alcolico al fortunato bevitore, che non potrà fare meno di (lasciarsi) cadere con tutte le scarpe nella trappola di questo giovanotto da 15 gradi! Packed with personality, but it gently hides it's alcohol soul. You just won't believe you're dealing with a 15% ABV wine.


www.germanoettore.com


Il Nebbiolo vinificato dall'azienda Palladino di Serralunga d'Alba proviene in parte dai propri vigneti, in parte viene acquistato da altri viticoltori.
Barolo del comune di Serralunga d'Alba, giovane e divertente come pochi altri, dai profumi violacei di qualità sopraffina. Young and fun lover, smells like violet flowers of a superb quality. Non barrique, ma tradizionali botti grandi in rovere di Slavonia. Big casks, not barriques.
Barolo Ornato: non si ride, lui è più serioso e composto, un tipo distinto ed elegante. Per un anno se ne sta in barrique. No laughing here, this elegant gentlemen is serious (and stays a whole year in small barriques). Frutti scuri e profumi balsamici ne delineano il profilo (insieme a tanta altra roba). Secondo il sommelier dietro il banco d'assaggio ha un margine di miglioramento largo, ma tanto largo. Non me la sento di dargli torto... Dark fruits and a touch of balsamic air in the glass.



www.palladinovini.com


























Barolo La Serra 1997 di Marcarini non è più un bambino, ha iniziato  ad aprirsi, a vestirsi bene di scuro, fiori e spezie. Con il tempo (in botti di legno da 20/40 ettolitri) si è arrotondato, smussato e ingentilito. Not child anymore, it started to get dressed like a grown-up. it's dark, with flowers and spices all around. I tannini sono molto composti e bevendolo scivola giù, ma di brutto. Peccato non si trovi troppo facilmente... Gentle tannins. And watch out, it goes down like beer...


www.marcarini.it



Bosco Agostino, 4 ettari (che da queste parti non sono così pochi, ecco perché il vino è buono...) nel comune di La Morra (Cuneo) coltivati a Nebbiolo, Barbera e Dolcetto.
Barbera d'Alba "Volupta", il nome la dice lunga. Voluttuoso assai, pieno di frutta rossa e potente squisitezza che riempie naso e bocca al punto che quasi dispiace lasciarlo andare giù. Voluptuous, yes it is. It fills your nose and mouth with powerfull sweetness and red fruits. You'll be sorry to have to let it go...



www.barolobosco.com



La tenuta Prunotto (in collaborazione con la famiglia Antinori, proprietaria dei vigneti) in quel di Alba, partorisce un'arcobaleno di bottiglie, dal vino bianco alla grappa.
Bussia Barolo 2008: se qualcuno non ha mai mangiato un litchi, questo vino è l'occasione giusta per scoprire di cosa sa. Un colpo di naso, un bel sorso, ed eccolo li. Liscio e scivoloso, una freschezza vegetale quasi da toccare (fette di cetriolo sugli occhi dopo una giornata davanti al pc...). Ever tasted a litchi? This bottle is perhaps one of the most expensive ways to find out what they taste like, but it's definitely worth a try.


www.prunotto.it


Ceretto (con la "complicità" della famiglia Antinori) ha costruito una realtà davvero importante, fatta di cantine e vigneti disseminati tra i territori nei dintorni di Alba e Barbaresco. E sul banco c'è una verticale niente male...

Barolo Brunate, cinque vendemmie (2005-2010) fanno una batteria impegnativa, avrebbe sicuramente meritato più tempo e spazio. Five vintages in a row, this should have taken a bit longer than it did...
L'annata meno giovane offre subito un caloroso abbraccio di cerase sotto spirito, che invece fanno appena capolino nella bottiglia successiva (2006), di cui risulta la più naturale evoluzione. The 2005 gives you a warm alcohol soaked cherries hug, way more than the 2006, of which it's the most natural evolution.
Si passa al 2008, decisamente all'altezza ma non troppo esaltante, corpo e tannino al posto giusto nel momento giusto. Con il 2009 c'è un piccolo salto di qualità. Ottimo davvero, gran vino, tanta frutta giovane e giovanile ma con un carattere da adulto. After a quite good, but not outstanding 2008, quality raises with 2009 vintage. Great wine, fresh and youthful fruit, but with a grown-up attitude.
Con l'ultima boccia, vendemmia 2010 invece il salto di qualità è deciso. Se non la migliore, sicuramente tra le migliori etichette della giornata. Barolo neonato, ma già pieno di tutto, anima e corpo. Le cerase non sono ancora sotto spirito, ma belle mature e succose insieme a altra frutta rossa (susine principalmente). Dolcemente balsamico, pepe e altre spezie qua e la, pure un po' di rassicurante caffè e tabacco. Accattatevill'...
Last one, 2010, was amongst the best (not to say the best) labels of the day. A new born Barolo, yet full of everything, heart and soul. Cherries are not soaked yet, but ripe and juicy, together with more fruit (mainly prunes). Deliciously balsamic, there's pepper and spices all over the place and a bit of smooth coffè & tobacco. Just drink it.

And stay tuned...


http://www.ceretto.it








to be continued...

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21 marzo 2014

Pronti, via! Sangiovese purosangue.

Per cominciare nel migliore dei modi a parlare di chi beve il vino, di chi lo fa e anche di chi lo vende, è capitata proprio a fagiuolo giorni fa, una degustazione a tema. Il Sangiovese, l'uva di gran lunga più coltivata nel bel Paese, è stato il protagonista di questo evento. Organizzato a Roma dall'associazione Enoclub Siena in collaborazione con l'agenzia Riserva Grande, Sangiovese Purosangue (nome semplice quanto efficace) raccoglie decine di produttori provenienti principalmente da Toscana ed Emilia-Romagna, che presentano i nuovi prodotti delle loro vigne (spesso insieme a qualche pezzo forte del passato).
Andando al sodo, le aziende presenti (alcune affermate, altre emergenti) erano molte, e tra alti e bassi, tra conferme e delusioni, ecco la mia -molto personale- lista di preferenze.

Via con il Sangiovese dunque!

No, non ancora. Infatti il primo vino a colorare il mio calice non è fatto con uve Sangiovese...

I primi vinaroli della giornata coltivano le loro vigne (principalmente Malvasia e Cesanese) ad Olevano Romano.
Si tratta dell'azienda agricola Proietti, validissima realtà a conduzione familiare i cui vigneti poggiano sulle colline a ridosso dei monti Simbruini.
                     
www.aziendaagricolaproietti.it

Due i vini in assaggio:
Villa Maina: Malvasia delicata ma decisa, secondo me molto versatile considerando che si parla di un vitigno aromatico.
Vignalibus: (annate 2009 e 2011), un Cesanese pieno zeppo di carattere, ma che scende giù che è un piacere. Estremamente divertente, provare per credere!
Senza nulla togliere alla qualità pura e sincera, che non manca per niente, l'aspetto interessante di queste bottiglie è il prezzo. Si parla di praticamente di cifre da supermercato (intorno ai 5€), qui c'è veramente da fare i complimenti a chi rende possibile questo piccolo miracolo!



E' la volta del Sangiovese.

Il banco dei produttori di Romagna è ben fornito, le bottiglie si affollano e la scelta è quasi imbarazzante.
Poggio Tura 2009 dell'azienda Vigne dei Boschi è una scelta felice. Vino che piacerà a molti, nel bicchiere tira aria balsamica, e quando va giù, il secondo sorso non si fa attendere per niente! Il prodotto è di qualità, e l'azienda lavora in regime di agricoltura biologica (oggi va di moda chiamarlo “vino naturale”).
                                             
www.vignedeiboschi.it

Assiolo 2011 di Costa Archi è il secondo assaggio di Romagna. Anche loro utilizzano pratiche agronomiche eco-friendly, ed oltre all'ambiente anche il vino (un prezzo veramente interessante per un bio, è il loro vino base) ringrazia e si fa piacere. Da provare.


costaarchi.wordpress.com
                                                  
Terre di Macerato è stata una gran bella sorpresa. Questo piccolo grande produttore coltiva il suo fazzoletto (2 ettari, due. Anzi “quasi due ettari” stando al sito web) di Sangiovese nei pressi di Imola.
Nella vigna piccola si fa il vino buono. Questo il mio pensiero (che sembra sia condiviso anche da autorevoli personalità), e Franco Dalmonte, che si occupa di tutto quello che succede nei suddetti due ettari non fa che confermare la mia (e non solo) tesi.
Rhod (2011 se non ricordo male): solo acciaio per questo rosso succoso, che sorprende regalando
un'atmosfera profumata ed accogliente di spezie che rallegra il palato e lo spirito.

Audace: Il fratello maggiore passa 18 mesi in barrique, è più serio, forte, caldo e sicuro, ma conserva sempre quel carattere sorridente e schietto che sembra ereditato direttamente dal suo autore. Congratulations!



www.terredimacerato.it

Podere Palazzo, con i suoi 10 ettari di vigneti ha dimensioni meno ridotte ma si rivela ancora una
piccolo pezzo di terra (con annesso agriturismo che strizza l'occhiolino ai turisti americani) che per quanto mi riguarda regala sensazioni che meritano attenzione. Diversi i prodotti, due in degustazione:
Don pasquale: diretto, colpisce subito. Se non piacciono le ciliegie sotto spirito, meglio evitare. Molto (per alcuni troppo) evidenti, come anche il contorno di china e spezie varie che arricchisce questo
Sangiovese 100%.                               
www.poderepalazzowines.com


Augustus: Naturale evoluzione del precedente, più spiritato e potente. Balsamico, da meditazione, non è un vino che si beve a litri, ma finché dura, ne vale la pena. Nota particolare per la scelta della bottiglia, spesso usata per i superalcolici, che in qualche modo richiama il carattere etilico del contenuto.
                               
www.poderepalazzowines.com

Arrivati in Toscana. Qualcuno avrà sentito parlare di Chianti, qualcuno anche di Brunello di Montalcino...

Ventolaio, con i suoi 12 ettari di vigneti offre, fra le altre bottiglie, un gran bel Brunello di Montalcino, già importante, sfaccettato e apprezzabile nella sua gioventù.                                                          
                                                       
www.ventolaio.it

Podere San Giacomo è una piccola e giovane azienda (5 ettari si Sangiovese) a conduzione familiare. Le sue dimensioni confermano la teoria di prima: il loro Brunello di Montalcino 2008 è ricco e variegato, di vaniglia ce n'è quanto basta (solo grandi botti di rovere) e tanti frutti rossi. Non può deludere.
                                                       
www.poderesangiacomo.it

 

Ripagrande 2011: questa è un'altra squisitezza, realizzata da Castello di Ripa d'Orcia (acquistabile anche sul sito del produttore) che si trova ad un prezzo quasi da discount! L'azienda produce, oltre ad altri vini bianchi e rossi, anche olio evo, grappa e vin santo.

La tenuta Ormanni, nel cuore del Chianti è storica, grande (60 ettari di vigneti) e il suo Chianti Classico 2010 ne è un biglietto da visita del tutto all'altezza. Carico di frutta, soprattutto cerase (qualcuno le chiama ciliegie...) e spezie, morbido e vellutato. Il prezzo non fa che aggiungere estremo interesse a questa bottiglia, che si trova addirittura intorno ai 10€.


www.ormanni.it
                                           
Pietro Beconcini coltiva Sangiovese, ma anche Malvasia nera e Tempranillo. Proprio quest'ultimo, uno dei più importanti vitigni diffusi in Spagna, ha catturato l'attenzione di più di qualche partecipante all'evento. Vinificate in due versioni, IXE e Vigna alle Nicchie, queste uve, grazie anche al grosso lavoro di sperimentazione che è stato loro dedicato, danno vita ad una sinergia con terreno ed ambiente (terroir per i più bravi) il cui risultato è tutto da scoprire. Potente, scuro, caldo e caloroso (praticamente caliente...), questo italo-ispanico è pronto a sorprendere qualsiasi scettico nazionalista. Provatelo!


www.pietrobeconcini.com

Poggio Argentiera, nella maremma toscana, è una piacevole conferma. L'azienda che fa della rappresentazione territoriale e dell'identità maremmana il suo credo, presenta due grandi bottiglie:
Vallerana Alta 2011 è buono, senza paura di suonare banali. Anzi, ll'è bono! Il vinarolo Antonio Camillo ci mette nome e cognome sull'etichetta, e fa bene. Dalla boccia esce tanta freschezza e gioia contagiosa, a cui non si può rimanere indifferenti. Da uve Ciliegiolo 100%. Può creare dipendenza.
Capatosta 2011 è un Morellino di Scansano (DOCG), il primo della classe nella cantina di Gianpaolo Paglia e Justine Keeling. E di classe ne ha da vendere. Non immediato e possente (come era tra l'altro nel recente passato) ma fino, di orizzonti larghi. Gran futuro davanti...


www.poggioargentiera.com
                                                      


Il primo giro finisce qui, ma pronti a ripartire!




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