19 febbraio 2019

#terapiaintensivaneonatale



Era la mattina del 6 Novembre, prima di chiudere la porta di casa mi sono voltata. Dentro di me sapevo che al mio rientro tutto sarebbe stato diverso.

Adriano nasce il 7 Novembre del 2018 alle ore 3.05.
Nasce a 27 settimane di gravidanza e pesa 1kg180.

Di quella notte ricordo quasi tutto. Il lungo monitoraggio ad aspettare le contrazioni - quelle preparatorie - puntuali lunghe 20 secondi ogni 6 minuti. Ricordo lo sguardo di Rosaria L’OSTETRICA (farei un terzo figlio solo per farmi seguire da lei), la sua stretta di mano ad incoraggiarmi, una complicità come se fossimo amiche da sempre. Ricordo la presenza egregia e silenziosa del ginecologo, lì poggiato ad osservare ANCHE STUPITO quello che stava accadendo - ADRIANO NASCE NEL SUO SACCO DA PARTO SPONTANEO - lui che contava di portarmi avanti per altre 48 ore ma lui che come me sapeva che quella notte sarebbe nato immaginando forse un cesareo d'urgenza. Di quella notte ricordo le teste rosse della TIN chine, loro lo hanno fatto piangere per la prima volta, loro sono PUFF sparite con il mio bambino tra le braccia. E dopodiché luci spente. SIPARIO CHIUSO. IO da sola in sala parto, la voce al telefono di Francesca (mia cognata) ancora ad accompagnarmi quasi fosse stata sempre lì fisicamente vicino a me, Rosaria a dirmi di riposare un po', le prime luci dell’alba ad illuminare la stanza e l'incosapevolezza di quello che sarebbe stato il nostro futuro nei prossimi mesi.

I primi passi in TIN alla ricerca di Adriano, sono stati da sola, in camicia da notte e vestaglia, due ore dopo aver partorito. Percorrevo il lungo corridoio del reparto: "sono la mamma di Adriano - senza sapere che lì in TIN il suo nome ancora non lo conosceva nessuno - il bimbo nato questa notte, posso vederlo?" NO non potevo vederlo perché in TIN ci sono gli orari. Perché in TIN ci sono le emergenze. Perché in TIN c’è da aspettare, a volte anche un’ora, a volte un'ora e mezza, a volte fanno entrare e dopo esatti cinque minuti uscire, a volte non fanno entrare. Queste attese scandiscono i nostri successivi 70 giorni.

#TerapiaIntensivaNeonatale
70 giorni in cui ho avuto paura del mio stesso respiro. Giorni tormentati, giorni di sensi di colpa, giorni d'impotenza e di paura soffocante. Giorni di vita parallela: quella dentro la TIN come mamma di Adriano e quella fuori dalla TIN come mamma di Lorenzo. 70 giorni in cui non ho avuto alternativa. Giorni in cui la forza c’è sempre stata. Giorni in cui tutto davanti a me si muoveva ma era come se non udissi più nulla. Giorni in cui tutto è stato un incastro: sveglia la mattina, tirare il latte, accompagnare Lorenzo a scuola, rientrare, riordinare le idee, tirare il latte, respirare, pranzare, tirare il latte e andare RUN RUN RUN, aspettare e finalmente entrare: LA TIN PUO' ENTRARE. 70 giorni di convivenza a volte esasperante perché i medici, gli infermieri e gli altri genitori in TIN, sono come i parenti, non si scelgono, capitano. Giorni in cui ho imparato ancora di più A RISPETTARE e il dolore degli altri e il lavoro degli altri perché UN INFERMIERE CHE OPERA IN TIN È UN INFERMIERE CHE VA OLTRE LA PROFESSIONALITÀ, È UN INFERMIERE CHE INESORABILMENTE COMBATTE PER LA VITA NON SUA E LO FA METTENDO A DISPOSIZIONE TUTTO DI LUI: PROFESSIONALITÀ, ESPERIENZA, UMANITÀ, PASSIONE E TANTO MA TANTO AMORE. È UN INFERMIERE CHE STA VICINO A MAMMA E PAPÀ E LO FA IN SILENZIO, CON UNO SGUARDO, SPESSO CON UN SORRISO, A VOLTE PIANGENDO. È UN INFERMIERE CHE, ACCANTO AI MEDICI, SFIDA LE REGOLE DELLA NATURA E SPESSO CE LA FA MA POI C'È QUELLA VOLTA CHE NON CE LA FA E CONDANNARLO SEMBRA LA COSA PIÙ IMMEDIATA DA FARE. Giorni durante i quali non si capisce subito perché i medici si limitino a raccontare l'effettivo. In TIN non esistono previsioni, in TIN esiste quello che succede e se un medico non ha nulla da dire è un sollievo perché NO NEWS IS A GOOD NEWS. Al 18esimo giorno Adriano è stato intubato. Ha contratto un'infezione. Sono stati giorni in cui LA PAURA MI HA SOFFOCATO, giorni appesi su quella linea sottile ad aspettare, ad aspettare la risposta clinica alla somministrazione degli antibiotici ad ampio spettro, ad aspettare la PCR negativa, ad aspettare la ripresa dopo la trasfusione. AD ASPETTARE E BASTA. Al 22esimo giorno Adriano è stato estubato. Da questo momento in poi il nostro percorso è stato tutto in salita, come si dice in TIN, sempre più vicino alla porta di uscita.

Di quanto la situazione sia stata delicata ed estrema, me ne sto rendendo conto solo ora che scrivo. In quei giorni non c'era tempo per piangere, arrabbiarsi o buttarsi giù di morale. In quei giorni ci dovevo essere e basta. Nel paradosso è stata anche un'esperienza positiva. Ho conosciuto tante mamme. Donne così diverse da me, e per etnia e per modi di essere, con le quali abbiamo riso e scherzato, condiviso emozioni, momenti di sconforto ma soprattutto ogni piccolo traguardo dei piccoli guerrieri. Ricordo le mamme conosciute nei primi giorni, quelle mamme che mi hanno confortato, che mi hanno vista piangere e sostenuto, ognuna a modo suo. E poi ricordo le mamme degli ultimi giorni, quelle mamme che io ho confortato, alle quali mi sono seduta accanto ascoltando la loro storia, confortandole e rassicurandole. In quel momento si fa fatica a crederci però MAMME CHE VI TROVATE A VIVERE LA TIN, SARETE FORTI, DETERMINATE, LUCIDE. VI SENTIRETE ADDOSSO UNA GRINTA PAZZESCA. I PRIMI GIORNI SARÀ DIFFICILE TORNARE A VIVERE LA QUOTIDIANITÀ COME SE NULLA FOSSE MA LASCIATE CHE QUESTA VI ACCOMPAGNI PERCHÈ È UN ÀNCORA DI SALVEZZA. LASCIATE SPAZIO ALL'AFFETTO DI CHI VI STA VICINO MA NON SENTITEVI INOPPORTUNE SE NON AVRETE VOGLIA DI SENTIRE E VEDERE NESSUNO - SMART PHONE IN MODALITÀ AEREO E SOPRATTUTTO MANDATE A CAGARE IL SENSO DI COLPA. IL VOSTRO GUERRIERO HA BISOGNO DELLA SUA MAMMA NON DEL SENSO DI COLPA.


Il mio ringraziamento è per il reparto di Neonatologia dell' Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma.
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ON AIR
November Rain - Guns N Roses
Il Conforto - Tiziano Ferro e Carmen Consoli
Il Peso della Valigia - Ligabue
No Surender - Bruce Springsteen
Born to Run - Bruce Springsteen
Thunder Road - Bruce Springsteen
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10 aprile 2018

Milkshake al Cioccolato. Cucina Made in New York.


Quando Lorenzo era piccolo, intendo dallo svezzamento in poi, non abbiamo mai avuto difficoltà nel proporgli nuovi sapori. Ha sempre mangiato tutto e con curiosità. La sua preferita era la bieta lessa condita con olio e limone. Talmente gli piaceva che la mangiava beatamente con le mani. Così siamo andati avanti fino al primo anno di materna, quando un bel giorno: "A ME QUESTO NON MI PIACE" e da questo momento in poi sono entrata diverse volte in crisi, diverse volte mi sono arrabbiata con me e con lui ma tanto il risultato era sempre l'esatto opposto di quello che desideravo, anche solo in piccolissima parte, ottenere. Così sono passata al piano B: CAMUFFARE IL CIBO (frutta&verdura ) in quelle quattro cose che abitualmente mangia: polpette di carne e spinaci - facendo attenzione a non farle diventare troppo verdi; lasagne multistrato con pomodoro e passato di verdure - con abbondante parmigiano; e tra le new entry del periodo  il frullato di gelato al cioccolato con la frutta, avendo cura a non lasciar trasparire nessun altro colore se non quello del cioccolato.


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16 marzo 2018

Le Colazioni Belle. Crostata con Confettura di Arance.


Le colazioni belle, quelle che piacciono a me, iniziano sempre così: la mattina presto quando ancora fuori è buio o solo una leggera luce filtra nella cucina, la quiete assoluta della casa e quei minuti di silenzio sono il LA della giornata e subito la sua voce: "Mammaaaaaaaaaaaaaaaa".

UNA GROSSA REALTÀ
Ieri mi sono soffermata su un articolo pubblicato da Huffingtonpost.it. Raccontava dell'esatta routine straordinaria della vita di una mamma:

La notte scorsa mio figlio, quattro anni, ha deciso di dormire accanto a me. Ha dormito meravigliosamente. Io non ho chiuso occhio. Dormire con un bimbo di quattro anni è come dormire accanto alle lancette dell'orologio. Mentre la notte andava avanti, mi ritrovavo inevitabilmente con piedi in faccia, poi mani e poi di nuovo piedi. Al risveglio ero stanca. Più che stanca. Mi sono svegliata chiedendomi perché non avessi la macchinetta del caffè già pronta all'uso in camera, ad aspettarmi con una tazza che doveva solo essere riempita.
Lui si è risvegliato felice. Ti voglio bene, mamma. Non aveva idea di quanto fossi stanca, non sapeva che mi faceva male la schiena e che avrei voluto solo dormire altri cinque minuti. Era solo felice di vedermi.
continua


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6 marzo 2018

Il sapore di una giornata uggiosa. Crostata di Grano Saraceno.


#ABOUTYESTERDAY
Giornata lavorativa conclusa prima del solito. Dopo la neve, dopo il freddo, erano le 16.00 e a Roma continuava a cadere pioggia ininterrottamente. UN TALE CONFORTO RIENTRARE A CASA: la certezza di un posto familiare e il profumo di qualcosa di buono. Una cioccolata calda da scaldare i cuori. IO CON PANNA LUI SENZA PANNA. 

#NEWRECIPE
E fra sbuffi di farina, baffi di cioccolata, manine cicciotte che impastano da prendere a morsi, di nuovo in cucina ad impastare una crostata per la colazione di domani mattina: "Perché dopo una giornata dove niente è sicuro - e quando dico niente, voglio dire niente - una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato, rossi d'uovo, zucchero e latte, l'impasto si addensa...è un tale conforto"

CROSTATA DI GRANO SARACENO
ingredienti
200 gr di grano saraceno 
100 gr circa di farina bianca 
50 gr di burro a temperatura ambiente 
80 gr di zucchero di canna 
1 tuorlo 
1 cucchiaino abbondante di lievito 
1/2 bicchiere di latte a temperatura ambiente 
crema di cioccolata per farcire o anche marmellata

Con l'ausilio di un mix elettrico mescolare insieme tutti gli ingredienti. Lavorare l'impasto a mano aggiungendo la farina bianca fino ad ottenere un panetto liscio e compatto. Stendere la pasta in un stampo, farcire con cioccolata o marmellata va benissimo, ricoprire con le strisce e infornare a 180° per 30/35 minuti. 


ON AIR 
Da Sola in The Night - Elisa e Tommaso Paradiso 
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19 ottobre 2017

Dolce di stagione. Plumcake con Zucca e Cioccolato fondente.

Notti insonni. Notti a guardarlo dormire e sperare che la febbre non salga nuovamente. Notti interminabili. Quando Lorenzo sta male è come se fosse sempre una prima volta. Mi sento sempre inadatta, poco pronta a prendere qualsiasi decisione soprattutto quando la situazione peggiora durante la notte. Il mio stato d'animo è triste e sto lì a contare i giorni che tutto finisca presto. Poi per non parlare che, oltre allo stato emotivo KO, anche lo stato organizzativo della quotidianità è devastante. Tremila incastri, ore di permesso. Giorni che scorrono nel caos più totale e quando tutto termina, ricominciare con i ritmi puntuali e ordinati è rincuorante.
Lo scorso weekend, prima che iniziasse la nostra settimana di febbre, abbiamo ritagliato un po' di tempo per un dolce tipicamente autunnale. 

UN PLUMCAKE DI ZUCCA IDEALE PER UNA PRIMA COLAZIONE.

CONSERVATO IN UN' ALZATINA PER DOLCI, RESTA SOFFICE E UMIDO PER UN PO' DI GIORNI. 

La ricetta è presa dal web. Rispetto a quanto indicava la ricetta, ho aggiunto un po' più di semola. 
Buona giornata a voi.

PLUMCAKE CON ZUCCA E CIOCCOLATO FONDENTE
ingredienti

230 gr di zucca già pulita
150 gr di semola rimacinata
100 gr di zucchero di canna
1 uovo
50 ml di olio di girasole
40 gr di cioccolato fondente
mezza bustina di lievito per dolci

In un mix elettrico, tritare insieme la zucca e il cioccolato fondente fino a ottenere una purea. A parte sgusciare l'uovo e sbatterlo insieme all'olio di girasoli e aggiungerli alla purea di zucca. In un'altra ciotola mettere insieme le componenti solide (farina, zucchero e lievito) e incorporarli alla componente liquida. Versare in uno stampo per plumcake e farcire di qualche pezzo di cioccolato. Infornare 180° - A FORNO GIA' CALDO - per 30/40 minuti.



ON AIR
Dedicato a Te - Le Vibrazioni 
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15 settembre 2017

Back to School.

Il nostro BACK TO SCHOOL è stato già qualche giorno fa. Lorenzo non ha poi reagito così male. Negli ultimi giorni di agosto, ho avuto l'impressione che cercasse la sua routine quotidiana dell'asilo: giochi in giardino - bimbi - il pranzo tutti insieme. 
Quest'anno sarà l'ultimo anno di materna. Abbiamo varcato nuovamente quel cancello e ad aspettarci sempre il solito vialetto che la mattina è una lotta percorrere - BRUTTO ASILO, IO ALL'ASILO NON CI VADO - e invece il pomeriggio è una lotta per abbandonarlo - ASPETTA MAMMA UN ALTRO GIRO - E così siamo già al terzo anno.

RICORDO QUANDO SONO ANDATA A VEDERE LA STRUTTURA PER LA PRIMA VOLTA: Bella e Colorata!
RICORDO TUTTE LE MIE DOMANDE: puntualmente annotate su un foglio bianco ripiegato in quattro e custodito nel caos della mia borsa. 
RICORDO TUTTO IL MIO ENTUSIASMO: era esattamente quello che cercavo per Lorenzo. 

Sono soddisfatta della scelta che abbiamo fatto. Seppur tanti sacrifici (la struttura è privata) ma ritengo che questi anni per Lorenzo sono e saranno un valore aggiunto che resteranno nella sua formazione. 

Buon Anno Scolastico Piccola Peste. 

E i vostri BACK TO SCHOOL come sono andati? 



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15 marzo 2017

Racconto pezzi della mia storia personale.

ON AIR 
Cocaine - Eric Clapton

Una nuova settimana è già ripartita e questa volta la mia testa lo ha fatto concludendo una lunga riflessione. Questo post inizia citando chi in questi anni, e precisamente da quando sono mamma, ha contributo alla mia crescita personale. Lei, non che abbia bisogno di una mia citazione, è la popolarissima Chiara Cecilia Santamaria ancora più conosciuta con il suo MA CHE DAVVERO. Premesso che io a Chiara non l'ho mai incontrata e lei non sa lontanamente chi io sia, ma seguendo il suo blog o meglio approfondendo alcuni dei suoi post, sembra come se chiacchierassimo da sempre e riuscendo quindi a far un grande lavoro su me stessa. Le parole di Chiara, nell'ambito di alcune tematiche, sono tanto sfrontate così tanto vere che fortunatamente mi hanno portata a prendere in mano la mia ME ad ascoltarla con più attenzione e a lasciarla vivere per come vuole vivere.

Primo, LA MATERNITA' - Quando dedici di avere un figlio, ecco sappiate che tutto quello che pensate al riguardo ne è soltanto un'infinitesima parte di quello che poi vivrete. La maternità è un'esperienza pazzesca. Tormentata. Esageratamente contrastante. Ci tengo a dire che ovviamente non per tutte è vissuta nello stesso modo ma quello che ho avuto modo di constatare che è più facile lasciare credere di vivere una maternità modello piuttosto che la realtà. Con maternità modello intendo una maternità amorevole, dove la madre è felicissima del suo nuovo ruolo, dove l'istinto materno è d'obbligo, dove l'allattamento è un'esperienza sensoriale senza precedenti, dove finalmente sono diventata mamma: prima di te como ho fatto a vivere!!! La MIA realtà è stata in contrapposizione con tutto quello che il modello prevede. La stanchezza fisica è stata tale da dissociarmi completamente durante il primo anno di vita di mio figlio. Ero uno zombie che camminava. Mi sono sentita completamente svuotata, senza emozioni, inadatta a qualsiasi ruolo, vedevo il tempo scorrere davanti con un esserino in braccio e senza godere praticamente di nulla. Pianti - Pannolini - Frigorifero vuoto - Spesa da fare - Solitudine - Notti insonni - Incompresioni - Tette doloranti - tutte quelle stupide convenzioni comportamentali imposte - ecc - ecc - ecc - ecc. Quando a un certo punto mi sono fermata e grazie al consiglio di un'amica scritto nel testo di una email, fra le mani mi è capitato "Quello che le mamme non dicono". Quelle parole mi hanno illuminata, RACCONTAVANO LE MIE EMOZIONI meglio di come io riuscissi a fare con me stessa. Ho così deciso a 6 mesi di mio figlio di smettere di allattare, decidendo che era meglio una ME felice piuttosto che il latte materno. Ho così inziato ad ascoltare le parole di tutti quelli che "meglio se fai così" e deciso poi di comportarmi come il mio zero istinto materno mi diceva di fare. Ho così iniziato a prendere coscienza di me stessa e della mamma che volevo essere semplicemente essendo me stessa, vivendo le mie stravaganze e i miei spazi e senza dunque subire quelle continue forme di sensi di colpa provenienti dall'esterno e senza sentirmi costantemente inadatta nei confronti di mio figlio. Ho così continuato e sono già trascorsi 4 anni di straordinaria fatica senza i quali oggi non sarei quella che sei, migliore. 

Secondo, LA VITA DI COPPIA - Circa un mese fa Chiara sul suo blog, ha pubblicato un verissimo post raccontando della sua vita di coppia o meglio provando a descrive il come si amano lei e il suo compagno. Fin da subito/nascita, soprattutto noi donne, siamo bombardate su come dovrà essere la nostra vita di coppia: trovare un uomo (e dico uomo non sono ammesse attrazione per lo stesso sesso), sposarlo e prodigarsi a lui e aggiungere al pacchetto coppia quel ruolo di madre: perché un uomo va accudito!!! Ecco il punto è che non esiste solo questa condizione d'amore ma ne esistono molte altre, forse anche sicuramente più appaganti. Tipo quella che prima di amare il mio uomo, preferisco amare me stessa. Che prima di impegnare il tempo libero per l'uomo, vorrei sapere di aver dedicato, quanto meno, la stessa quantità di tempo libero per me stessa. Che prima di vivere per lui o con lui, vivo prima per ME o con ME. Io e il mio compagno sono tanti anni che viviamo insieme e quello che sappiamo che ci AMIAMO a modo nostro senza vivere il non desiderio di voler stare insieme un dramma. Senza rinunciare a ritagliare i nostri spazi personali. Senza pretese l'uno nei confronti dell'altro ma provando a vivere con condivisione. Disinnescando discussioni sterili, impegnando quell'energia alla cura personale. Oggi, sono fermamente convinta, che il segreto per vivere in una relazione e magari avere anche la pretesa di farla durare nel tempo, è prima di tutto amare se stessi. Se manca questo presupposto, è difficile vivere con l'altro ma come è difficile relazionarsi in qualsiasi situazione di vita sociale. 

Terzo, IO - Due lettere, un emisfero. Se poi l'emisfero è quello femminile...azz che dolori!!! Sono circa 37 anni quasi 38 che lavoro sul mio IO emozionale e fisico. Cerco di comprenderlo, di assecondarlo, di migliorarlo, di metterlo alla prova, di farlo sentire speciale, di dargli l'importanza che merita, di tirarlo fuori da quello stato perenne di insicurezza. Negli anni ho fatto un durissimo lavoro e guardandomi allo specchio, mi sono finalmente convinta, che poi non sono così tanto male. Mi sono finalmente convinta che un po' di ciccia non è propriamente sinonimo di bruttezza ma anzi fonte di interessante femminilità. Ho finalmente preso contatto diretto con LA MIA FEMMINILITA', sentendomi meravigliosamente appagata. E quello che oggi mi fa sentire forte, è vivere questa parte di me serenamente senza sentirmi vittima di quegli scandalosi giudizi pronti a ferire senza alcuna minima pietà. Siamo donne e, come tali, femminilità e sensualità ci appartengono, saperle esprimere naturalmente sentendole proprie è il miglior dono che possiamo fare a noi stesse. Dunque donne AMIAMO noi stesse ogni giorno di più!!! SIAMO PIU' BELLE.

Giunta alla fine, credo di aver scritto il post più lungo nella storia di questo blog. Ci tengo a dire che tutte le mie parole sono, come ovvio, considerazioni basate sulla mia esperienza personale e non vogliono in alcun modo prevaricare l'esperienza di qualcun altro o quanto meno offendere le situazioni altrui. 
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20 ottobre 2014

Gratin di Maccheroni al Formaggio (Gratin de Macaronis au Fromage).

ON AIR
Rolling Stones - Satisfaction

Fortunatamente dello svezzamento posso raccontare che non è stata un'esperienza traumatica, a differenza di molti.

Mio figlio ha mangiato tutto e da subito. 

La linea guida pediatrica, è quella di favorire gli insipidi omogenizzati perché morbidi, perché controllati, perché così il lattante si abitua piano piano. Ma di fatto si abitua a che??? A un vasetto di pappa contente il 40% di carne e il rimanente 60%??? Anche no, grazie!!!

Così che ci siamo attrezzati da subito alla carne fresca, dunque a cuocerla e poi ad omogenizzarla...tutto in tempo reale!!! 
Uno sporco lavoro che fino a quando ero a casa affrontavo con una giusta dose di pazienza. 
Ripresa la quotidianità, quella piena senza un minuto di tempo libero ovvero: MAMMACASALINGAIMPIEGATAEANCORAIMPIEGATACASALINGAMAMMA, lo sporco lavoro è diventato ancora più sporco ma cedere ai terribili vasetti proprio non ce l'ho fatta. L'idea che mio figlio mangiasse un vasetto di 40% di tacchino + quel 60% o un vasetto di 40% di orata + quel 60% e non potesse distinguerne il sapore...ecco 'sta cosa qui mi terrorizzava.

Dopo quasi due anni, sono soddisfatta della scelta che ho fatto, mio figlio mangia tutto ma soprattutto è curioso di assaggiare. Ha sviluppato una controllata capacità di masticazione, alla faccia di tutti quelli che "stai attenta che si strozza"....ma i denti che ci stanno a fare????

Sta di fatto che ad oggi mi capita, a causa del poco tempo a disposizione, di comprare gli irriducibili bastoncini di pesce oppure i popolarissimi cordon bleu e mio figlio li rifiuta!!!! Il bambino se ne intende e per fortuna!!!

Tanto per rimanere in tema di produzione home made, ho scelto la seconda ricetta della cucina parigina.
Rachel racconta di aver sperimentato questo piatto quando, appena arrivata a Parigi, lavora con delle bambine e fra i piatti di più successo che le preparava, c'era proprio questo. 

Lo ripropongo con una spezia in meno. 


Keep on rockin.  


GRATIN DI MACCHERONI AL FORMAGGIO
INGREDIENTI
300 gr di maccheroni
200 gr di parmigiano reggiano
30 gr di burro
30gr di farina
500 ml di latte
1/2 cipolla
1 chiodo di garofano 
1 foglia di alloro 2 foglie di alloro
1 pizzico di noce moscata
sale
pepe 

Per preparare la besciamella, sciogliere il burro a fiamma media in una pentola larga. Aggiungere la farina e mescolare fino ad ottenere un impasto senza grumi. Lasciare raffreddare per qualche minuto e dopo aggiungere il latte tiepido poco a poco, mescolando di continuo. Rimettere la pentola su fiamma media e aggiungere la cipolla (senza tagliarla a pezzetti) e le foglie di alloro. Lasciare bollire per 10 minuti. Se la besciamella diventa troppo densa aggiungere del latte. Mentre la salsa bolle, cuocere la pasta e scolarla al dente. 

Appena pronta la besciamella, togliere la cipolla e le foglie di alloro e aggiungere la noce moscata, il sale e il pepe q.b. e mescolare e lasciare raffreddare. Poco a poco unire anche il parmigiano, conservando una manciata da spargere sul gratin. 
Trasferire la pasta in una pirofila e unire la salsa di besciamella, mescolando fino a quando la pasta non è ben coperta. Cospargere il formaggio messo da parte e infornare il gratin in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti finché è croccante e dorato. 


ispirata ad una ricetta di Rachel Khoo


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12 agosto 2014

La storia di una mamma (io).

ON AIR
Jovanotti - La notte dei desideri

Oggi vi racconto la storia di una mamma (io).
Vi racconto di quello che si prova quando ricevi una telefonata: "Torna a casa.Lorenzo sta male.Ho chiamato l'ambulanza".
Ecco in quel preciso momento ti senti svuotata.
Dai pensieri.
Dalle emozioni.
Dalla ragione.
Ti senti svuotata dalla vita.
Non ti senti pronta, eppure eccoti là.
Incapace difronte a tuo figlio indifeso.

"Ha avuto una crisi convulsiva".

La sirena dell'ambulanza sempre più vicina.
La casa riempita da 10 persone.
Ognuno con il suo ruolo.
E mio figlio lì, immobile con quello sguardo nel vuoto e il respiro pesante.
Ti bombardano di domande, vogliono sapere.
Avrei voglia di strillare.
Ho paura a toccarlo.
"Amore mio sono Mamma Tua".
E il suo sguardo stanco si riaccende.
Inizia il viaggio in ambulanza.
Noi due attaccati.
La sua testa sul mio petto.
Pensi di tutto.
A quando è nato.
A quando sorride.
Al giorno prima che giocava.
Arriviamo in ospedale.
Ci ricoverano.
E da qui la nostra avventura, in attesa che la febbre scenda.
Giorni lunghissimi. 
Notti a guardarlo dormire.
Ad aspettare di riportarlo a casa sua.

Un'esperienza che segna.
E fa riflettere.
Certe cose fino a quando succedono agli altri sembrano non essere reali.
Un'esperienza che ti ricorda del dono straordinario che ti è stato fatto e dell'amore infinito ed incondizionato necessario a custodirlo.

Oggi Lorenzo sta bene.
Ha avuto una crisi convulsiva causata dal picco di febbre molto alto e all'improvviso.
La febbre si è alzata per infezione virale tant'è che ha avuto anche uno sfogo cutaneo.



Ringrazio l'equipe di pronto intervento e in particolar modo la ragazza in ambulanza che con la sua dolcezza mi ha spiegato cosa stava accadendo, tranquillizzandomi.
Ringrazio il reparto pediatria dell'ospedale di Tivoli. 
Ringrazio la mia famiglia.
Ringrazio LUI, il padre di mio figlio, il mio compagno di vita da 11 anni. Lo ringrazio per la sua determinazione e il suo amore incondizionato per NOI.
Ringrazio mio figlio per la vita straordinaria che ogni giorno ci passa.


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30 gennaio 2014

14 Mesi.

ON AIR
Green Day - X-kid

14 mesi trascorsi.
14 mesi da quando sono mamma. 
Libri interi a raccontare su come fare.
Ma dopo 14 mesi, posso scrivere che nessun libro racconta la verità. 

La verità è scritta nel presente di ogni donna che diventa madre. 
Nelle gengive doloranti di un bambino. 
Nelle notti insonni.
In quell'istinto materno che tarda ad arrivare.

La verità sono le braccia di un figlio tese verso la madre.
Di quel legame profondo che li unisce.
Di quell'amore incondizionato che spacca il cuore.

Oggi, dopo 14 mesi, scrivo che essere me stessa con le mie fragilità, insicurezze, paure senza cercare soluzioni sui libri o dagli altri, è il modo migliore per essere tua madre.
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25 gennaio 2014

Pensieri sparsi.

ON AIR
Samuele Bersani - Spaccacuore

Pensieri sparsi, quelli di oggi.
Pensieri che riempiono la testa.
Il cuore e l'anima.
Lo sguardo perso nella stagione più fredda dell'anno.
Il cielo azzurro incornicia la giornata.
Guardo il ramo secco di quell'albero.
Le foglie cadute.
Mio figlio crescere.
Come trascorre veloce il tempo.
Non permette di prendere fiato.
Subito una nuova partenza.
E intanto alcune cose della mia vita restano sospese.
A volte le riprendo.
A volte le metto via.
Mi fermo ad ascoltare una canzone.
Prima c'era più tempo per la musica.
Oggi rubo alla radio i pezzi che passano.
La nostalgia la sento pulsare nella frequenza.
L'energia trasmessa è sempre la stessa.
Alcune cose nella vita restano sempre le stesse.
Producono sempre la loro dose di emozioni.
Continuo a guardare mio figlio.
Respiro il suo profumo.
Penso a quando leggerà questo post.
Sarà tra tanti anni.
Sarà quando sentirò la mancanza di questo momento.


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8 dicembre 2013

Canestrelli.

ON AIR
Luciano Ligabue - La neve se ne frega

E così è passato il primo compleanno. 
L'attesa dell'emozione trasformata in un pomeriggio di festa.
Ogni sorriso, ogni gesto, ogni persona a formare un puzzle di vita lungo 1 anno.
La certezza dei dolci fatti in casa, i colori dei palloncini gonfiati ad elio, la meraviglia dei bambini che giocano.
L'affetto delle persone, gli abbracci, i sorrisi....tutto custodito nel nostro bagaglio.

Ringrazio tutti quelli che in questo anno hanno compreso e hanno sostenuto la nostra famiglia in 3!!! 
Ringrazio le amiche delle email kilometriche e quelle dei messaggi brevi.
Ringrazio tutte voi amiche dell'etere.
Ringrazio i miei sogni che non mi lasciano mai aiutandomi a costruire un futuro bello...il nostro.

CANESTRELLI
ingredienti
3 tuorli sodi
125 g di farina
125 g di fecola di patate
150 g di burro
75 g di zucchero a velo
1 bustina di vanillina

Sgusciare le uova sode prelevare i tuorli e schiacciarli con una forchetta. Aggiungere la farina, la fecola e il burro ammorbidito e impastare insieme. Continuare unendo lo zucchero a velo, la vanillina e un pizzico di sale. Pronto l'impasto lasciarlo riposare in frigorifero per circa un'ora. Trascorso il tempo necessario stendere la pasta e con una formina adatta realizzare il canestrello.
Cuocere in forno  a180° per circa 20 minuti (occhio alla cottura)!
Una volta raffreddati cospargere di zucchero a velo. 


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28 novembre 2013

Fusilli Broccoli e Acciughe (quasi un anno).


ON AIR
Ramones - Pet sematary

Ci siamo.
Quasi un anno trascorso. 
Un anno da quando sei con noi.

Rileggo i post di questi giorni, quando scrivevo dell'attesa e del suo sapore. 
Riguardo con piacere le foto scattate ai tanti dolci sfornati in questi periodi. 
Ripenso a quello stato di non sapere che mi metteva in agitazione. 

E poi TU hai deciso tutto per noi. 

Oggi a quasi un anno, rivivrei tutto per la maggiore consapevolezza. 
Per vivere quegli attimi di vita senza timore. 
Per godere della straordinarietà e della meraviglia. 

Oggi a quasi un anno, mi sento cambiata per certi aspetti, per altri la stessa.
Vedo le mie fragilità.
Ma vedo anche come insieme a TE è tutto superabile. 

Oggi a quasi un anno che sono diventata MAMMA, ti ringrazio perché ci sei.
Vedere il mondo con i tuoi occhi, è un'esperienza irripetibile e unica. 

Grazie Amore Mio. 

FUSILLI BROCCOLI E ACCIUGHE
INGREDIENTI
broccoli siciliani 
acciughe
aglio 
sale
peperoncino
olio evo
fusilli

Lessare i broccoli. Nel frattempo in una padella mettere a soffriggere lentamente uno spicchio d'aglio, le acciughe tagliate a pezzetti, tutto condito con un filo d'olio e peperoncino quanto gradito. Dopo aver lessato i broccoli, versarli in padella e lasciarli su fuoco lento con coperchio per 10 minuti o comunque fino a quando non si insaporiscono. Aggiustare di sale. 
Nel frattempo lessare la pasta e appena cotta versarla nella padella con i broccoli. Mantecare su fiamma vivace e aggiungere acqua di cottura se necessaria.


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29 settembre 2013

Insalata di Polpo (il distacco).

ON AIR
Four Non Blondes - What's Up

Sapevo sarebbe successo.
Era inevitabile: il distacco!!!
Dopo 19 mesi (9+10) torno a lavoro.
Riprendo a muovermi nel mondo senza di lui.
Ma la testa è su di lui.
Adesso i kilometri che percorro sembrano raddoppiati.
Le emozioni che vivo sembrano più faticose.
Il tempo che sto senza lui sembra perso.

E forse proprio in questa fase si capisce a fondo l'essere madre.
Sentire mancanza di quel profumo.
Sentire necessità del suo calore.
Avere voglia di tornare indietro.
Riprendere in mano quel tempo.
Riviverlo ancora più forte.
Fermare ogni momento.
Non commettere errori.

E ancora valanghe di pensieri, emozioni, turbamenti.

E sempre in questa fase che aumenta la consapevolezza del tempo che scorre.
Si diventa grandi.
Si diventa donne.
Si diventa madri.

Buona giornata.

INSALATA DI POLPO E POMODORI
INGREDIENTI
polpo
pomodori ciliegino
prezzemolo
uno spicchio d'aglio
olio evo
sale
pepe

Lessare il polpo immergendo in acqua anche uno spicchio d'aglio e un ciuffo di prezzemolo. Tagliare i pomodorini e condirli con olio, sale, pepe e prezzemolo. Quando il polpo sarà raffreddato tagliarlo a pezzetti e unirlo ai pomodori.
Servire freddo.


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13 settembre 2013

Cheese Cake (e l'asilo nido).

ON AIR
Green Day - Viva la gloria!

Sono trascorse quasi due settimane dalla nostra nuova avventura: l'asilo nido.
A riguardo ne dicono tante.
Bisnonne pronte a terrorizzare povere madri per la scelta ingrata.
Pediatri allarmati perché nel corso dell'anno avranno più lavoro da fare.
Una cosa per noi è vera: l'esperienza educativa!
In questi giorni ho visto mio figlio scoprire un nuovo mondo con entusiasmo.
L'ho visto osservare i bimbi come lui.
L'ho visto serenamente sorridere a volti nuovi.
L'ho visto, soprattutto, vivere le sue emozioni come persona che si sta formando.
Perché per quanto se ne dicano, questa fase è determinante per acquisire sicurezze e avere fiducia del mondo esterno.

Dalla parte della mamma, l'esperienza emozionale è devastante.
Guardare quel piccolo esserino muoversi nel mondo senza te, commuove, emoziona, sorprende, rallegra ma lascia anche una nota di sottile nostalgia di quel tempo trascorso troppo velocemente e che non tornerà mai più.

CHEESE CAKE
INGREDIENTI
500 g di biscotti frollini (alla panna)
600 g di ricotta di pecora 
150 g di zucchero 
1 limone
4 uova
80 g di cacao in polvere
100 g di burro

Sbriciolare i biscotti e amalgamarli con il burro fuso. Stendere la base di biscotti sul fondo di uno stampo meglio se a cerniera. Ricoprire il fondo con carta da forno. 
Sbattere con frusta le uova insieme allo zucchero, aggiungere la ricotta e lavorare fino ad ottenere una consistenza morbida. 
Versare metà del composto in una ciotola e amalgamare insieme il cacao. 
Unire il succo di limone nel composto bianco. 
Versare il composto nero sopra la base di biscotti, pareggiare con una spatola e versare sopra il composto di cioccolato.
Cuocere in forno a 180° per 30 minuti. Servire la cheese cake fredda.




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30 agosto 2013

Nove mesi.

ON AIR
Rita Pavone - Viva la pappa con il pomodoro

Era il 30 di nove mesi fa quando siamo tornati a casa in tre.
Da quel momento un susseguirsi di turbolenti emozioni sono state parte di noi.
Emozioni belle.
Emozioni difficili.
Emozioni che mi hanno messa ad un angolo a piangere ininterrottamente. 
Per un ruolo che rifiutavo.
Per un compito che mi toglieva ogni energia.
Giorni e giorni durante i quali mi sentivo azzerata come un game over.
Giorni durante i quali ho pensato di tutto.
"Rivoglio i miei tempi" "Rivoglio la mia vita" "Rivoglio avere tempo per fare quel viaggio lì".
Poi succede che quei mesi passano.
Ti ho guardato.
Ti ho sentito, annusato, baciato....e finalmente amato!!!
E proprio così mi accorgo che la mia vita sei TU, la riempi ancora di più, gli dai un senso unico, un obiettivo ancora più forte, la colori, la incasini, la paralizzi, la scandisci, la rapisci, la scrivi insieme a me.....la ami per quella che sono!!!!

Buon mesiversario Vita Mia.
Tua Mamma.

P.S. Per tutte le neo mamme o per chi presto lo diventerà. Il post partum è un momento delicato durante il quale ogni donna ha diritto di essere aiutata, compresa, sostenuta. Ogni emozione vissuta anche quelle brutte, sono parte della stessa storia e fare finta di nulla sarebbe ancora più dannoso. Chiedere aiuto ad un'altra mamma, ad un'amica o a chiunque altro è l'atteggiamento più salutare da assumere.
Chiediamo aiuto, non temiamo di essere giudicate, non abbandoniamoci ....per noi e per loro, che nel primo anno di vita vivono di noi!!!!

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